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Architettura

A Urbanpromo 2010 la candidatura UNESCO del 'paesaggio del Prosecco' di Conegliano-Valdobbiadene

a cura di Elena Franzoia

Il convegno 'Promozione e governo dei territori vitivinicoli' si è tenuto alla Fondazione Cini di Venezia su iniziativa di INU, Associazione Nazionale Città del Vino e Consorzio di Tutela del Prosecco di Conegliano- Valdobbiadene

Colline dal serrato andamento ondulato generate dall'ultima fase di formazione delle Alpi, emergenze architettoniche risalenti a quel Medioevo che, grazie alle bonifiche e alla presenza monastica, vide qui espandersi la coltivazione della vite, skyline turriti su sfondi montuosi mirabilmente ritratti, nel Rinascimento, dal genio del Cima. È questo il paesaggio dominante dell'area di produzione del Prosecco Superiore, vanto enologico italiano che vede il suo cru nel pregiato Cartizze. Un bacino di 23mila ettari – di cui oltre 5mila coltivati a vigneto, principalmente di varietà Glera – recentemente ammesso dal MiBAC quale candidato a Patrimonio dell'Umanità UNESCO, su proposta della Regione Veneto e del Consorzio di Tutela del Prosecco di Conegliano- Valdobbiadene. Affine a quelle portoghesi dell'alto Douro e dell'isola di Pico, già Patrimonio UNESCO, l'area designata – situata nell'alta Marca trevigiana – presenta caratteri microclimatici, morfologici e paesaggistici di assoluta compattezza, che hanno consentito lo specializzarsi della coltura della vite sia in alta sia in bassa collina. Oggi caratterizzata la prima da ripide pendenze con coltivazione a girapoggio (che seguendo le curve di livello rende impossibile l'uso delle macchine), e la seconda dal rittochino (indipendente dall'andamento altimetrico e dunque coltivabile con mezzi meccanici), la collina presentava vigneti già in epoca romana, anche se la prima menzione di 'Prosecco' è del 1772. La fondazione in queste zone della prima scuola enologica italiana (1876) e dell'Istituto Sperimentale per la Viticoltura (1923) hanno poi contribuito a fornire basi scientifiche per la progressiva sostituzione della tradizionale 'piantata', caratterizzata da supporti vivi, con la monocoltura della vite. Il cui paesaggio, vivo e in continua evoluzione, richiede uno sviluppo sostenibile, già oggetto di uno specifico Piano Particolareggiato di Dettaglio: episodio sperimentale in vista del futuro PTRC.

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